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Chi sono i veri patrioti? I civilisti che preservano le nostre montagne o i militari che le incendiano? |
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Scritto da Administrator
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Sabato 10 Dicembre 2011 22:07 |
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Un incendio è scoppiato a Isone, nei pressi della zona militare in cui si addestra la truppa più fanatica dell'esercito svizzero. Nonostante le condizioni meteo inopportune l'esercito ha continuato a imporre le sue esercitazioni di tiro in modo del tutto irresponsabile e da giorni le fiamme stanno avvolgendo la valle Serdena, rovinando l'eco-sistema di oltre 40 ettari, per quanto finora fortunatamente sembra non essere stata coinvolta alcuna area boschiva. La Gioventù e il Partito Comunista chiedono che sia aperta un'inchiesta indipendente e severa che verifichi se l'esercito (a cui tutto è concesso) abbia tenuto conto di tutti i regolamenti civili (e ribadiamo: civili!) sulla prevenzione degli incendi. Se così non fosse i responsabili devono essere chiamati alla cassa individualmente.
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Un governo liberticida e anti-sindacale |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 07 Dicembre 2011 00:23 |
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Il Comitato Cantonale del Partito Comunista, riunitosi nella sua prima seduta dopo il 21° Congresso che lo ha rinnovato, apprende con forte preoccupazione la decisione del 29 novembre scorso del governo ticinese di vietare l'attività sindacale fra i dipendenti pubblici, impedendo così ai sindacalisti l'accesso agli stabili amministrativi dello Stato. Si tratta di una decisione anticostituzionale perché limita la libertà sindacale (già fortemente ridotta in Svizzera) e svilisce la funzione sociale del sindacato riconosciuta dalla legge. E' una prova generale - che condanniamo con forza - di repressione fascista contro i militanti sindacali, che peraltro già sta avvenendo in altri paesi europei colpiti dalla crisi economica.
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L'Assicurazione Invalidità come il Grande Fratello? |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 30 Novembre 2011 20:47 |
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Il provvedimento proposto dall'Assicurazione Invalidità (AI) per smascherare presunti abusi attraverso lo spionaggio e la delazione dei cittadini è a dir poco vergognoso. Se c’è un aumento di beneficiari il problema va ricercato a monte, cioè, ad esempio, a condizioni di lavoro sempre più insopportabili dal lato umano e famigliare. Accanirsi contro gli invalidi non risanerà certo il debito pubblico, non servirà a diminuire i premi delle casse malati e non risolverà il problema degli eventuali abusi dei servizi statali.
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Solidarietà agli operai della Mutti SA |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 15 Dicembre 2011 23:42 |
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Il Partito Comunista sostiene la lotta dei 52 operai dell'impresa edile Mutti SA di Bellinzona contro il licenziamento e condanna l'atteggiamento socialmente irresponsabile della parte padronale. Ricordiamo infatti che l'azienda dispone di una tabella dei lavori colma per tutto il 2012. Le rivendicazioni dell'assemblea dei lavoratori sono quindi tutte legittime e ragionevoli e meritano una risposta positiva e tempestiva dell'ente pubblico. Quanto accade alla Mutti SA e ad altre aziende simili non sono altro che le prime avvisaglie dello scoppio di una bolla speculativa del settore edile del nostro Paese, il quale è negli ultimi anni stato drogato all'inverosimile dai tassi di interesse bassissimi.
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Dov'è lo Stato mentre si deteriorano le condizioni di lavoro? |
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Scritto da Administrator
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Venerdì 29 Luglio 2011 11:07 |
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Il Partito Comunista ha preso atto negli ultimi giorni di due situazioni deprecabili nel mondo del lavoro svizzero. Da un lato la ditta Erg Petroli SA che ha aumentato l'orario settimanale di lavoro di cinque ore senza alcun adeguamento salariale al rialzo. Una misura (peraltro neppure concordata con i sindacati) e imposta a dipendenti (che guadagnano già la misera di 2500 franchi lordi) con il ricatto del licenziamento. Lo Stato non può stare a guardare nel nome della libertà del mercato: al contrario deve intervenire con forza contro dei padroni schiavisti che fomentano la guerra fra poveri coi frontalieri e che si inventano addirittura forme di lavoro a gratis! E questo accade a pochi giorni dall'annuncio del presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori, secondo cui "temporanei adattamenti del salario non devono essere un tabù". Facile dirlo per un manager senza vergogna che sa che il salario ribassato non sarà certo il suo!
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