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L'ex-CEO di UBS ammette: il cambio fisso con l'euro è stato un disastro; ...Il PC lo diceva già nel 2011 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 04 Settembre 2014 21:48

Era l’autunno 2011 – immediatamente dopo l’annuncio della Banca Nazionale Svizzera (BNS) – quando il Partito Comunista della Svizzera Italiana (PC) allarmava sui pericoli della decisione di fissare a 1.20 il cambio Franco-Euro. Una controtendenza rispetto a tutto il panorama della sinistra svizzera, la quale spingeva (e spinge tuttora) all’innalzamento della soglia del cambio fisso a 1.40. Il nostro è un Partito in crescita e “scomodo” ed è forse per questo che abbiamo dovuto aspettare tre anni per veder raccontato dai mass-media (che non hanno dato allora alcuno spazio alle nostre tesi) quello che il nostro Partito dice ormai da tempo!

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No alla messa fuorilegge del Partito Comunista d’Ucraina PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 03 Settembre 2014 20:19

Dopo le ripetute aggressioni fisiche e le minacce contro i comunisti ucraini, e in particolare contro il Segretario generale del Partito, Petro Simonenko, verificatesi in questi ultimi mesi, abbiamo appreso con sgomento la notizia secondo cui il governo di Kiev, che gode del sostegno di forze apertamente neonaziste come “Pravyj Sektor” e “Svoboda”, si accinge ora a mettere fuori legge il Partito Comunista d’Ucraina (PCU).

Il PCU, riorganizzatosi nel 1993, si è sempre battuto legittimamente nella Verkhovna Rada e nel Paese per evitare che l’Ucraina diventasse membro della NATO o di altri blocchi aggressivi, dichiarandosi invece a favore di un nuovo sistema di sicurezza collettivo pan-europeo. Mai, il PCU, si è mosso al di fuori delle leggi e della Costituzione ucraina. Nonostante ciò esso è stato oggetto di aggressioni e intimidazioni di ogni tipo; molte sue sedi sono state attaccate e date alle fiamme e diversi suoi militanti e dirigenti sono caduti sul campo per mano delle forze neofasciste. Sono dinamiche che in Europa si sono già viste, negli anni ’20 e ’30 del Novecento, con sviluppi ed esiti tragici per tutto il mondo.

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Riportare la legalità nelle cave di granito. Gli scalpellini devono essere coperti dal CCL e godere del diritto di sciopero! PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 09 Luglio 2014 22:32

Il Partito Comunista è stata una delle prime forze politiche, oltre due anni fa, a denunciare la rottura del Contratto Collettivo di Lavoro nel settore della cave di granito. L’Associazione Industrie dei Graniti, Marmi e Pietre Naturali aveva infatti informato unilateralmente i sindacati di tale decisione il 29 novembre 2011, divenuta poi realtà nel 2012.

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Criminalizzare chi fuma uno spinello o bloccare il mercato nero della droga? PDF Stampa E-mail
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Venerdì 08 Agosto 2014 23:31

Durante la primavera scorsa il Partito Comunista della Svizzera Italiana ha avuto modo di incontrare i responsabili dell'Associazione Cannabis Ricreativa Ticinese (ACRT) con lo scopo di discutere del progetto a favore dei "Cannabis social club" presentato dall'associazione alle istituzioni cantonali. L'incontro si è svolto in un clima molto positivo e costruttivo. Il Partito Comunista ha così potuto appurare ulteriormente la serietà della proposta.

Si tratta di un progetto altamente interessante che vede il consumo e la produzione della cannabis al centro di un'azione che, finalmente, li regolamenterebbe all'interno di una lunga serie di vincoli ben precisi. Il progetto in questione si è rivelato ragionevole ed equilibrato su tutti i fronti, in risposta ad un controproducente proibizionismo oggi purtroppo imperante, il quale non ha portato a niente di buono dalla chiusura risalente a una decina di anni fa dei canapai ticinesi.

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SÌ alla cooperazione internazionale, ma NO ad Expo 2015: i comunisti sostengono il referendum! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 22 Maggio 2014 20:00

Il Partito Comunista prende posizione sul referendum contro il credito di 3,5 milioni di franchi da destinare ad Expo 2015, approvato dal Gran Consiglio ticinese. Il tema ha certamente una sua importanza poiché non solo riguarda una (presunta) promozione economica e turistica per il nostro territorio, ma anche in quanto, come comunisti, siamo sensibili all'ambito agro-alimentare che caratterizzerà l'evento: lo consideriamo un settore fondamentale per lo sviluppo dei paesi poveri, ma riteniamo che più che costosissime fiere internazionali di questo genere serva una seria politica di cooperazione internazionale e che esuli dai rapporti neo-coloniali attualmente gestiti dalle multinazionali occidentali.

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