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Wednesday 08th of September 2010

Cantone
Basta con il razzismo leghista PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Agosto 2010 00:45

Basta con il razzismo: Giuliano Bignasca segnalato in Magistratura per istigazione alla violenza e alla discriminazione.

 

Nel gennaio 2010 la Gioventù Comunista organizzava una manifestazione contro il razzismo a Bellinzona. Avevamo promesso che quella dimostrazione a favore di una società rispettosa del diverso e ostile alle discriminazioni non sarebbe stata un atto isolato, ma bensì l'inizio di un impegno atto a contrastare attivamente ogni fenomeno razzista e xenofobo nella nostra società ad opera della destra populista.

 

Negli ultimi anni il nostro cantone è stato teatro di numerose aggressioni, anche a mano armata, contro le famiglie Rom che facevano tappa in Ticino. Nonostante il ripetersi di questi aberranti episodi non ci risulta che nessuno mai sia stato indagato e condannato. Qualche settimana fa ci si è messo anche Bignasca che il 20 giugno scorso ha avvertito i nomadi (tutti definiti "gentaglia", "ladri", "truffatori", ecc.) di "levarsi dalle scatole con le buone". Se ciò non fosse avvenuto sarebbero stati fatti "sloggiare con altri metodi", evidentemente meno buoni.

 

Fino a che punto dobbiamo ancora tollerare questi beceri attacchi senza che nessuno reagisca? Fino a che punto possiamo nasconderci dietro la libertà di dibattito, senza renderci conto che in realtà si sta solo denigrando esseri umani e la loro cultura in modo razzista per racimolare qualche voto? Il tono dell'articolo in questione richiama, neanche troppo velatamente, un triste passato dove le parole usate erano le medesime, l'unica differenza è che al posto di nomadi gli autori scrivevano ebrei.

 

Il Partito Comunista ritiene opportuno distanziarsi in modo inequivocabile da questo modo di "fare politica"  segnalando al Ministero Pubblico il presidente della Lega per verificare se sussiste il reato di "Pubblica istigazione alla violenza" e di "Discriminazione razziale". Che la giustizia verifichi se quest'istigazione all'odio è conforme al nostro sistema democratico.

 

I comunisti fin d'ora lo ripetono: l'unica via d'uscita per un mondo più giusto e pacifico è costruire l'unità dei lavoratori di qualsiasi etnia e l'amicizia fra i popoli.

 

 
Referendum LStip: No a meritocrazia e lottizzazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 29 Giugno 2010 14:37

Gli attacchi ai salariati non finiscono e ora è il turno dei dipendenti dell'amministrazione cantonale. Va bene dire che far carriera alle dipendenze dello Stato non deve essere un diritto acquisito (vedi il discorso, fra gli altri, dei Verdi) e si può anche concordare sull'ipotesi di una riforma per evitare forme di burocratismo, a patto che i lavoratori e i loro sindacati ne siano gli artefici. La soluzione proposta dal governo non va invece in questa direzione, non risolve i problemi, semmai li acutizza: l'esecutivo è riuscito a battere a destra persino l'ex-ministro Marina Masoni, paladina del neo-liberismo in Ticino!

Il nuovo sistema meritocratico presentato è infatti alquanto soggettivo, mette il lavoratore in tutto e per tutto alla mercé del proprio capo e crea le basi per maggiori favoritismi che andranno a genio solo ai dipendenti che possono godere di amicizie negli alti ranghi (perché si sa come anche l'amministrazione pubblica sia "lottizzata" dai partiti storici e non nascondiamo che i "raccomandati" ci sono purtroppo anche in certa "sinistra").

Si colpiranno con buona probabilità i salariati più inclini a far valere le proprie ragioni e che non stanno zitti, ossia i sindacalizzati, i comunisti e i socialisti combattivi, chi antepone anche nell'amministrazione pubblica il buon senso e la solidarietà alle regole della razionalizzazione e del profitto.

Il Partito Comunista si oppone quindi fermamente a questa discriminazione fatta passare per "meritocrazia"  e sostiene le rivendicazioni dei sindacati e il lancio del referendum.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Luglio 2010 19:37
 
Per uno "Scudo Sociale"! PDF Stampa E-mail
Scritto da segreteria   
Mercoledì 10 Marzo 2010 08:27

In Ticino si è parlato tanto ultimamente di “scudo fiscale”. I comunisti propongono invece alla popolazione di creare uno “scudo sociale” per difendere i propri diritti e conquistarne di nuovi!


Il Partito Comunista (PC), sezione ticinese del Partito Svizzero del Lavoro (PSdL), lancia una campagna di sensibilizzazione a favore dello stato sociale, il quale – nel contesto della crisi economica – viene sacrificato per continuare a permettere a chi sta in “alto” di restarci! Lo “scudo sociale” permetterà di difendere i diritti conquistati dai lavoratori fino ad oggi, evitando dei veri e propri “furti legali” da parte dei partiti borghesi, e rivendicare anzi nuove tutele e diritti per i più deboli. In uno slogan: “difendere lo stato sociale, per andare oltre!”. E andare oltre significa ritenere necessario, oggi più che mai, di fronte al caos del capitalismo in crisi, aprire una discussione per una prospettiva socialista del XXI secolo!


Esito del voto LPP
Si tratta di un importante risultato a favore di chi fa fatica a tirare avanti, e molti anziani si trovano in questa situazione. Per il nostro Partito è una grande vittoria: è stato infatti il PSdL ad aver dichiarato per primo il lancio del referendum. Gli assicuratori e i banchieri volevano poter continuare a speculare con le pensioni dei lavoratori e far pagare ai pensionati la crisi economica: hanno ricevuto la risposta che si meritavano!
Percentuali così alte devono indurli a stare molto attenti se vogliono evitare che il livello di scontro sociale possa aggravarsi. Per il PC si tratta ora – garantito lo status quo da chi voleva peggiorarlo – di rimettere in discussione l'intero sistema iniquo e antisociale dei tre pilastri e favorire invece un sistema pensionistico non a capitalizzazione ma basato sulla solidarietà, una sorta di Super-AVS, come il nostro Partito proponeva già
negli anni '70 con l'iniziativa per delle pensioni popolari.


Partire dalla vittoria sulla LPP per impedire di smantellare la LADI
La classe padronale di questo Paese ha deciso di far prima pagare la crisi ai pensionati, e non ce l'hanno fatta. Adesso sta già pensando di farla pagare ai disoccupati! Insomma: ad essere colpiti sono sempre i settori più deboli della popolazione (una lotta di classe dall'alto verso il basso) mentre padronato e manager continuano a restare ai loro posti. Come abbiamo saputo bloccare il primo attacco, occorre adesso restare compatti e contrastare il secondo attacco difendendo – soprattutto in un momento di incertezza in cui sono tagliati posti di lavoro – l'assicurazione contro la disoccupazione. Se prima si volevano colpire anzitutto gli anziani, adesso con la revisione della LADI, il padronato tenta di colpire i giovani. Ai giovani si chiede sempre flessibilità, ma i giovani stanno già vivendo una situazione molto più precaria socialmente di quella di chi era giovane solo qualche decennio fa!


Come reagire?
Il Partito Comunista ha già aderito da diverso tempo al Comitato nazionale “No allo smantellamento della LADI” lanciato a Berna da un movimento di disoccupati già la scorsa estate e il cui sito è www.non-dlaci.ch.
Già nella prima metà del gennaio 2010 abbiamo invitato varie organizzazioni a costituire un comitato referendario in Ticino. Per il PS era però ancora “prematuro” muoversi, noi invece abbiamo iniziato lo stesso: soprattutto per coinvolgere i giovani abbiamo lanciato una pagina su Facebook e stiamo progettando un giornale speciale da diffondere sul territorio per sensibilizzare la popolazione sulla controriforma della LADI e nel contempo per spiegare come vi sia una strategia d'attacco delle classi privilegiate del nostro Paese per togliere ai lavoratori e ai ceti popolari i propri diritti sociali. Dopo la LPP e la LADI, arriverà la revisione in senso peggiorativo anche dell'AI. Insomma una guerra a tutto campo che aumenterà le disparità e le disuguaglianze! Stiamo inoltre allestando a livello nazionale un sito web tri-lingue di informazione per organizzare la resistenza: www.partitocomunista.ch/scudo-sociale. Intanto il Partito Comunista sta lavorando nei comuni a favore ad es. della Complementare comunale (referendum a Losone, 13a AVS a Lugano, ecc.)

 
Minipreservativi: Vai sciallo, zio! PDF Stampa E-mail
Scritto da Max Arifay   
Giovedì 04 Marzo 2010 11:04

Il Partito Comunista invita il PPD, il partito della curia, a tranquilllizzarsi e a evitare di mettere al rogo “AiutoAIDS”. Insomma: “vai sciallo, zio!”

Lanciare un preservativo di ridotte dimensioni per venire incontro alle esperienze sessuali precoci di adolescenti di 12-14 anni non può essere classificato come un “messaggio al limite della depravazione!”. Questo è puro moralismo condito di tanta ipocrisia cattolica. Crediamo che se vi sono giovanissimi che intendono avere un rapporto sessuale – piaccia o meno al PPD, a Santa Madre Chiesa o a chicchessia – sia un dovere offrire loro ogni strumento per proteggersi da malattie o da gravidanze indesiderate. O pensa forse il PPD di riuscire, per decreto divino, a vietare il sesso sotto una certa età?

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Luglio 2010 19:36
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Ciao Bill! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 12 Febbraio 2010 11:30

E' morto Bill Arigoni. Il gran consigliere socialista ha rappresentato per anni  il Partito del Lavoro(partito comunista) in parlamento a partire dal 1988.
Il Partito Comunista esprime le sue piú sincere condoglianze ai famigliari di Bill.

 

"Sono orgoglioso e onorato di aver rappresentato per quasi 4 anni in parlamento il vostro partito. Vi auguro un buon congresso!" Bill Arigoni

 

Grazie di cuore Bill!

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2010 16:46
 
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