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Wednesday 08th of September 2010

Svizzera
La RUAG licenzia: è una truffa alla collettività! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 01 Luglio 2010 19:25

La RUAG (braccio affaristico dell'esercito svizzero) è una società economica al 100% di proprietà della Confederazione Svizzera. Essa è nota per vendere ai popoli in guerra armi leggere e mine a frammentazione per farli "scannare" meglio e di commerciare con il regime dell'apartheid di Israele. Soldi che grondano sangue, ma che il nostro Paese - che ama dar lezioni di diritti umani a destra e a manca - in questo caso accetta fregandosi le mani. Pochi mesi fa la RUAG si era schierata in modo deciso nella propaganda contro l'iniziativa che intendeva vietare alla Svizzera l'esportazione di materiale bellico. Una iniziativa giusta che anche i comunisti avevano sostenuto in modo convinto, ma che la popolazione - temendo di perdere posti di lavoro - aveva preferito bocciare. Proprio la RUAG - durante la campagna in vista del voto - aveva minacciato che, in caso di vittoria del fronte pacifista, il proprio giro d'affari sarebbe crollato comportando il licenziamento di molti suoi lavoratori. Se già allora si trattava di una minaccia meschina perché la RUAG stessa aveva saputo in precedenza riconvertire parte della sua produzione in ambito civile, oggi sappiamo che era in realtà una truffa: l'azienda intende infatti chiudere il sito industriale di Plan-les-Ouates (Ginevra) eliminando 52 posti di lavoro, dopo aver già sbattuto in strada un numero cospicuo di operai l'anno scorso. Quindi si licenzia con o senza il divieto di esportare armi: la buona fede della popolazione preoccupata dalla congiuntura economica è stata turlupinata nuovamente, come sempre ama fare la classe padronale capitalista prendendosi gioco della democrazia (a cui naturalmente tutti retoricamente si riferiscono). La situazione diventa ancora più vergognosa se pensiamo che la RUAG è un'azienda pubblica: è lo Stato quindi a licenziare propri cittadini!

Partito Comunista Massimiliano Ay, segretario politico

 
Revisione della LADI: i comunisti lanciano il referendum! PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Sabato 27 Marzo 2010 11:05

La maggioranza borghese del parlamento nazionale ha approvato di recente la revisione della LADI. Tale revisione pevede tagli massicci nelle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione. 600 milioni di franchi saranno risparmiati sulle spalle dei disoccupati. Come sempre si tratta di far pagare la crisi ai settori socialmente più deboli della società: prima volevano attaccare i pensionati, adesso tocca ai disoccupati, in futuro saranno gli invalidi. Pare insomma che i partiti borghesi non vogliano accettare la lezione che è giunta loro dal massiccio No alla revisione della LPP.

Il Partito Comunista, sezione ticinese del Partito Svizzero del Lavoro - coerente con il suo programma di "scudo sociale" presentato di recente - lancia il referendum, come annunciato già nei mesi scorsi a livello nazionale. Ci auguriamo che anche in Ticino i sindacati e gli altri partiti di sinistra aderiscano al Comitato referendario unitario (http://www.non-dlaci.ch).

 

 
Referendum per salvare l'assicurazione disoccupazione PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Mercoledì 16 Dicembre 2009 08:58

Il Partito Comunista giudica scandalose le misure di taglio all'assicurazione disoccupazione decise dal parlamento federale. Si favorisce un pericoloso conflitto intergenerazionale fra i lavoratori, si diminuiscono drasticamente i giorni di indennità e si criminalizzano di fatto i lavoratori (soprattutto chi esce dalla formazione) come se la drammaticità della crisi economica sia colpa loro. Il ritornello non cambia: alla cassa è sempre chiamata la povera gente per assicurare i borghesi nei loro privilegi.

Da mesi i comunisti svizzeri (organizzati nel Partito Svizzero del Lavoro) stanno lavorando assieme all'associazione svizzera dei disoccupati e delle persone colpite da povertà (KABBA) e ad altri movimenti della Svizzera romanda e tedesca per preparare il referendum. Finalmente anche il Partito Socialista Svizzero pare essersi deciso a darci ragione e a lanciare con noi il referendum.

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Dicembre 2009 12:31
 
Solidarietà attiva alle occupazioni studentesche PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Martedì 24 Novembre 2009 08:13

Il Segretario politico del Partito Comunista Massimiliano Ay si trova da ieri sera fra le centinaia di studenti in sciopero dell'Università di Berna che stanno occupando l'aula magna dell'ateneo, per sostenerli nella loro giusta lotta per un'università democratica, accessibile anche ai figli degli operai e contro le riforme neoliberiste che assoggettano la didattica alle multinazionali. Massimiliano Ay si è incontrato con i giovani comunisti bernesi che partecipano alla lotta, per portare la propria esperienza sindacale, e si è consultato con il consigliere comunale del Partito del Lavoro di Berna Rolf Zbinden per tutelare gli studenti da eventuali repressioni, che finora non si sono fortunatamente verificate. Oltre a Berna risultano in agitazione altri atenei fra cui Basilea e Zurigo. Si tratta di un movimento importante per la realtà svizzera e i comunisti ne sono parte integrante. La proposta politica è ora quella di coordinare e unificare queste lotte, di convocare una manifestazione nazionale e di costruire dal basso un sindacato studentesco combattivo a livello nazionale.

 
SCUDO FISCALE ITALIANO: UNA PORCHERIA PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Venerdì 23 Ottobre 2009 11:08

Fanno bene i comunisti italiani a condannare lo scudo fiscale del ministro Tremonti in quanto esso favorisce truffatori e mafiosi. Ma tali motivazioni sono diverse da quelle della gran parte dei partiti ticinesi: lo scudo fiscale è certo criticabile perché permette agli evasori italiani di restare impuniti nel loro paese, tuttavia non si può tacere sul fatto che la Svizzera si sia arricchita negli anni accogliendo i capitali più sporchi da ogni parte del mondo, compresi quelli dei ricchi malviventi italiani che oggi il governo di Roma vuole graziare.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Novembre 2009 09:22
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